Ecco il Report Finale di tutto il Percorso Partecipativo

Il Report Finale di Firenze Prossima racconta passo passo tutto quello che è successo in questi mesi, ne rendiconta gli esiti e definisce importanti raccomandazioni come orientamento strategico per l’Amministrazione. Quali sono?

Gli abitanti di Firenze guardano al futuro con grande spirito di innovazione, attitudine al cambiamento e voglia di partecipare attivamente alla gestione della città di domani. La prossimità non è solo uno slogan ma un valore che si è fortemente radicato nell’opinione pubblica, unita dal vissuto collettivo del lockdown. I quartieri e soprattutto i rioni emergono come la rinnovata dimensione della qualità della vita, della vivibilità e della coesione. È proprio questo il criterio che, secondo i cittadini, deve guidare la distribuzione capillare delle funzioni urbane: la residenza, gli spazi pubblici e le aree verdi, i servizi, il tessuto commerciale, la mobilità dolce.
Sorprendente la suggestione di una Firenze senza auto, uno scenario che emerge non solo come auspicabile ma anche come unica soluzione ai problemi di traffico e inquinamento. Nella consapevolezza della necessità di un periodo di transizione, i partecipanti si aspettano scelte coraggiose da parte dell’’Amministrazione, da accompagnare e supportare potenziando la ciclabilità, il trasporto pubblico e il ripensamento del sistema della sosta.
La rigenerazione urbana è vista come una strategia diffusa, che mette al centro le strade: nuovi spazi da ridisegnare in funzione della qualità, della socialità rionale e della sicurezza dei pedoni. Al tempo stesso non manca l’attenzione ai contenitori dismessi, rispetto ai quali è condivisa la raccomandazione a progettare interventi di recupero che siano equilibrati nelle funzioni e diano nuovi spazi – anche abitativi – e servizi ai residenti.
Ripensare la città in funzione di chi ci abita significa farlo con chi ci abita, valorizzando la voglia di esserci e di fare: da qui l’invito dei cittadini e delle associazioni di tutti i quartieri a sviluppare pratiche partecipative permanenti e strumenti collaborativi innovativi, superando le criticità di quelli esistenti, a partire dal regolamento per la gestione dei beni comuni.

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